Il 17 Gennaio 1468, moriva ad Alessio (Lezha) Giorgio Castriota Skanderbeg.
Ritenuto eroe nazionale di tutti gli albanesi, Giorgio era figlio di Giovanni Castriota, signore di una zona del nord dell’attuale Albania. Dopo la sconfitta nella battaglia della Piana dei Merli del 1389 contro i turchi, Giovanni fu obbligato al vassallaggio sotto l’Impero Ottomano e, negli anni successivi, a causa di numerosi atti di ribellione, ad inviare al sultano i propri figli in qualità di ostaggi.
Giorgio, nato nel 1405, crebbe quindi alla corte del sultano. Avviato alla carriera militare raggiunse il grado di generale ottenendo brillanti vittorie al punto da essere appellato Iskander, cioè Alessandro in onore di Alessandro Magno. Ricevette, altresì, il titolo di Beg (Signore) da cui lo pseudonimo Skander-Beg, quindi Skanderbeg.
Nel 1442 (ma secondo altre fonti nel 1437), alla morte del padre, Giorgio ne ereditò i possedimenti e l’anno successivo, nel 1443, approfittando della ribellione di alcuni feudatari albanesi, si ribellò egli stesso al sultano conquistando con uno stratagemma la fortezza di Kruja, dando inizio ad una guerra di indipendenza che lo vedrà protagonista nei decenni a venire come capo di tutti i signori albanesi.
Negli anni di guerra, Skanderbeg intrecciò strette alleanze con la Chiesa di Roma, con il Regno di Napoli e con la Repubblica di Venezia ottenendo contributi e aiuti. Per il Re di Napoli condusse anche campagne militari nel sud della penisola italiana ricevendo feudi, possedimenti, titoli ed onori (fu feudatario di San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo, Duca di San Pietro in Galatina, ecc).
Giorgio morì di febbre malarica il 17 Gennaio 1468, a 63 anni, età avanzatissima per quel tempo. La sua azione militare bloccò i turchi nella loro corsa di risalita dei Balcani e quindi del tentativo di invasione dell’Europa. Lo stesso sultano turco, Maometto II, arrivò a dire che senza l’intervento di Skanderbeg sarebbe arrivato a posizionare il turbante sulla testa del Papa.
Simbolo di libertà e indipendenza, il Castriota è oggi eroe nazionale per tutti gli albanesi dentro e fuori i confini nazionali. Sue statue, monumenti e busti, oltre che in Albania, Kosovo, Macedonia del Nord e Montenegro, sono sparsi in tutto il mondo.
In Italia quasi tutti i comuni arbëreshë possiedono un suo busto; a San Basile (CS) è presente una statua equestre in bronzo che, compresa di basamento raggiunge i 6 metri d’altezza; a Piana degli Albanesi campeggia una imponente statua, pure in bronzo, alta 4 metri; Ururi (CB) ospita un particolare monumento in ferro, opera del Maestro Roberto Anzivino, della ragguardevole altezza, con il basamento, di 5 metri.


Altre statue, busti e monumenti dedicati a Skanderbeg sono presenti a Roma (Italia), Cosenza (Calabria, Italia), Odessa (Ucraina), Bruxelles (Belgio), Ginevra (Svizzera), Budapest (Ungheria), Londra (Regno Unito), Rochester Hills (Michigan, USA), Parigi (Francia), Buenos Aires (Argentina).





